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Franco Cacciatori, lo scalatore in Graziella e infradito

Abbiamo intervistato un amico, ciclista e appassionato, che ha fatto della sua Graziella una vera e propria passione! Classe 1956, Franco Cacciatori è un veronese doc con la passione e la grinta di un ventenne, che non abbandona mai la sua Graziella.

 

  • Franco, perché hai scelto la bici come mezzo di trasporto dei tuoi viaggi?

Sono stato per tanti anni un installatore di antifurti satellitari e vari altri accessori sulle automobili. Non ho mai considerato la bicicletta come un mezzo di trasporto casa – lavoro, ma ho dovuto ricredermi dopo il furto del mio motorino. Ho cominciato ad usare una bici per andare al lavoro, principalmente per evitare il traffico ma poi anche per il mio benessere fisico. E diciamo che così, ho iniziato ad “allenarmi” senza rendermene conto. La mia pausa pranzo era dalle 13:00 alle 14:30, quindi facevo il tragitto sempre di corsa, e soprattutto d’estate con il caldo e le salitine risultava abbastanza faticoso, tanto che quando mi passava qualche ciclista con la bici da corsa mi mettevo in scia e non lo mollavo più.

 

  • Come è nato il rapporto con Graziella?

In un cassonetto vicino casa ho trovato una vecchia Graziella color oro in condizioni disperate, e dato che una delle mie passioni è il restauro (mi piace raccogliere “tutto”, trasformare e inventare), l’ho portata a casa e rimessa a nuovo per il solo piacere di averla, senza sapere cosa mi sarebbe aspettato poi.

 

  • Perché Graziella? Come è nata questa “storia d’amore”?

Nel 2010, come ogni anno, sono andato in vacanza a Dobbiaco con mia moglie. Al ritorno, avendo altre due settimane di ferie mi è venuta l’idea di prendere la bici da corsa, idea che ho abbandonato poco dopo per imprevisti vari. Da qui, con la voglia di pedalare in montagna, è nata l’idea dei 4 passi in Graziella (per i quali ho convinto mia moglie ad accompagnarmi)!

Così qualche giorno prima della partenza ufficiale siamo andati con la moto a fare un test per vedere le salite. L’unica modifica alla mia Graziella: una coroncina dietro con soli 2 dentini in più, perciò sono passato da una 46-18 a una 46-20.

 

  • Qual è stata la prima avventura?

Giovedì 26 Agosto 2010 è partita la mia prima avventura: Partenza da Canazei, Passo Sella, Val Gardena, Passo Gardena, Col Fosco, Corvara, Passo Campolongo, Arabba, Passo Pordoi, e ritorno a Canazei (sono arrivato con i freni completamente consumati).

 

  • Quali le imprese da ricordare?

Svariate Granfondo con infradito o scalzo per sfida personale con 13 salite sulla tosta Peri Fosse. Poi Gran Lessinia Randonneè, Pantanissima, Cronoscalata Chesini, Monte Grappa, Sella Ronda, 3 Cime Di Lavaredo, Passo Falzarego, Valparola, Giau, Fedaia, Cimabanche, 3 Croci, Misurina, Braies, Stelvio, la Valstagna- Foza ventesima tappa del Giro D'Italia 2017. Da Giugno ad oggi 33 uscite con la nuova Graziella Passione. Tra le più importanti Punta Veleno con base a Dobbiaco, Misurina, 3 Cime Di Lavaredo, Sellaronda e Cortina Falzarego.

 

  • Quali sono stati i momenti più difficili, gli ostacoli?

Nella mia vita personale il momento più difficile è stato la perdita del lavoro dopo 40 anni a Pasqua del 2014. E devo dire che se non avessi avuto il cavallo d'acciaio che mi ha tenuto a galla sarei sprofondato. I momenti più difficili dal punto di vista sportivo invece, li ho trovati sulle salite con le pendenze più toste quando dovevo premere sui pedali per non toccare terra, altrimenti sarebbe stata una mezza sconfitta!

 

  • Hai avuto modo di incontrare altre persone e condividere questa passione?

Si certo, dal 2010 fino ad ora la cosa si è ingrandita sempre di più. I ciclisti mi seguono anche tramite Facebook, dove condivido le mie imprese, e mi incoraggiano sempre di più. Durante le mie uscite gli appassionati mi riconoscono mi fermano per strada per fare una foto o scambiare qualche parola. Tanti sono increduli e pensano che abbia un motorino nascosto! Qualsiasi salita io faccia sono sempre seguito dagli amatori che mi accompagnano e mi seguono nei tratti più duri, a maggior ragione ancor di più adesso con la nuova Graziella Passione Racing.

 

  • Cosa serve per imprese simili? Qual è il tuo equipaggiamento?

Per imprese simili ci vuole tanta tenacia, passione e volontà di ferro. L’importante è scollinare e mettere nel bagaglio un altra vittoria personale. Riguardo all'equipaggiamento, vesto normale con qualche bella maglietta con slogan motivazionali, scalzo o con le mie infradito. Per il resto mezza banana e qualche bustina di zucchero e un po' di the o integratore.

 

  • Come è attrezzata la Graziella vintage? E la nuova Graziella Passione?

Diciamo che qualche Kilo in più di accessori non fa la differenza e invece di togliere io aggiungo! Entrambe sono attrezzate di impianto stereo, nella vintage una piccola radio da me installata, nella Passione con il Sound System in dotazione. La Graziella Vintage di 23 Kg ha un rapporto 46/20, una valigia posteriore con una scritta "barcollo ma non mollo”, una vecchia targa con un po di trofei, e una borsa anteriore. Nell'ultima edizione della Stelviobike del 2016 nel mio ottavo Stelvio, alzando un pò l'asticella ho aggiunto altri 4 Kg per sfida con un manubrio da palestra e due dischi portando il peso totale a 27 Kg e raggiungendo i 2760mt della Cima Coppi.

La nuova Graziella Passione invece supera di poco i 15 Kg ma ugualmente robusta, e accessoriata con tre tipi di borse (anteriore, lateriali e sotto sella) e un validissimo cambio a 3 velocità nel mozzo posteriore, testato lo scorso agosto sulle Dolomiti, dove anche i freni si sono mostrati al top.

 

  • Cosa si prova ad affrontare queste sfide?

Emozioni vere. A 61 anni ho ancora tanta forza di volontà, fisica e mentale, e soprattutto tenacia da vendere come lo ero da giovane. L’unico rimpianto è non essermi accorto prima di questo “talento”. In ogni caso prima o poi la vita te li tira fuori, quindi sono soddisfatto lo stesso perché a modo mio con la mia Graziella ho lasciato comunque qualcosa per me di importante. Ho tantissimo materiale delle mie imprese tutte catalogate, tantissime storie da raccontare chissà magari in un bel libro.

 

  • I posti più belli visti?

Io vivo in simbiosi con la montagna e ad ogni scalata dalle Dolomiti alle Alpi all'Arco Alpino è sempre un emozione diversa e meravigliosa.

 

  • Perché corri in infradito o scalzo?

Ad una certa età si ha bisogno di mettersi alla prova, perciò lo faccio per sfida personale.

 

  • Il tuo motto?

Barcollo ma non mollo!

 

  • Cosa rispondi a chi ti critica?

Mi vogliono tutti bene, però c'è sempre qualcuno che non capisce le mie motivazioni! Ti rispondo attraverso le parole di mio figlio Andrea: “ Non c'è nulla di montato o falso, mio papà si diverte proprio a fare fatica, un kg in più per lui è solo uno stimolo.

A volte questo provoca un po’ di sana invidia in chi spende svariate migliaia di euro per comprare l’ultima bici in carbonio super leggero per limitare la fatica al minimo e rendere di più. Per anni ci sono stati scettici che si sono dovuti ricredere, e ancora adesso ci sono soggetti che credono che abbia un motorino montato. Mio papà non è allenato come un professionista, ma è allenato a sopportare la fatica. Io l'ho visto questa estate, salire il Colle dell'Agnello senza toccare a terra col piede. L'ho visto con i miei occhi fare due volte lo Stelvio in giornata, scalzo! A mio papà bastano la sua Graziella con 46-20 e la sua musica.”

 

Un grazie di cuore al nostro amico Franco e un grosso in bocca al lupo per le prossime avventure!







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